il progetto

Ci sono cammini che nascono da un’intuizione tecnica, altri da un’esigenza turistica. Questo, invece, nasce da una domanda semplice: “E se ci fosse un percorso vicino, breve, accessibile… ma capace comunque di far respirare l’aria dei grandi cammini?”

Il Cammino dei Balconi è nato così. Un’idea che ha iniziato a prendere forma passo dopo passo, esplorando le colline tra Treia, Cingoli e il versante più intimo della provincia di Macerata. Un territorio che non ha bisogno di effetti speciali, perché la sua bellezza è già lì: sobria, quotidiana, familiare. E forse proprio per questo spesso ce la dimentichiamo.

L’obiettivo del progetto non è “creare un altro cammino”. È dare un’occasione concreta a chi vorrebbe vivere l’esperienza di un percorso di più giorni, ma ogni volta si blocca per gli stessi motivi: troppo lontano, troppo chilometrico, troppo impegnativo da organizzare.

Qui no.

Qui si può partire da casa in mezz’ora, camminare tre giorni, attraversare borghi che conosciamo solo di nome, e scoprire quanto possa cambiare il modo in cui li guardiamo quando li raggiungiamo a piedi.

Il Cammino vuole parlare prima di tutto a chi abita questi luoghi: alla provincia di Macerata, ai comuni che si affacciano su queste valli, a chi dice da anni “mi piacerebbe fare un cammino, ma non ho tempo”.

Questo percorso è pensato anche e soprattutto per loro: per chi vuole provare un’esperienza autentica, fattibile da chiunque, con tappe brevi e senza difficoltà tecniche. Un cammino “di casa”, ma con lo spirito dei cammini più noti.

La guida e la sua storia

La guida ufficiale è nata come naturale estensione del percorso. Chi la sfoglia trova mappe, sezioni dettagliate, altimetrie, planimetrie, fotografie e informazioni pratiche. Ma dietro a tutto questo c’è qualcosa di molto più semplice: il desiderio di condividere un territorio che merita di essere camminato.

Nei testi della guida – e anche qui sul sito – si parla spesso al plurale: “abbiamo tracciato”, “abbiamo raccolto”, “abbiamo preparato”. La verità è che tutto il lavoro materiale l’ha fatto “in solitaria” l’autore, Simone Corradini: dalla tracciatura alla scrittura, dalle foto all’impaginazione, dalla pubblicazione al sito. Ma ha scelto il plurale perché un cammino non esiste finché non viene attraversato.

Un cammino diventa davvero tale quando qualcuno decide di seguirne le tracce. Quando c’è chi lo percorre, chi ne parla, chi segnala un tratto da migliorare, chi dice a un amico “provalo anche tu”. 

È in quel momento che un’idea diventa comunità.

Ed è a quella comunità – presente e futura – che questo progetto deve tutto.

Da qui in avanti

Il Cammino dei Balconi è ancora giovane. Ha bisogno di passi, di occhi diversi, di persone che lo vivano e lo facciano crescere. Questa pagina, la guida e il sito esistono per accompagnare chi vuole mettersi in viaggio, che sia la prima volta o la centesima.

Perché un cammino non è un percorso: è una relazione. E questo progetto, fin dall’inizio, è nato per creare proprio quella relazione tra le persone e il territorio che hanno sotto casa, ma che non hanno mai guardato davvero da un sentiero.

Se vuoi scoprire la guida che sostiene questo cammino, puoi trovarla qui sotto.

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